Zot!

Grande è la confusione sopra e sotto il cielo!

01 dicembre 2009

SocialQualcosa

Mi sono fatto invitare su Google Wave ed ho provato ad usarlo un po' con i pochi amici che sono iscritti anche loro.
Si conveniva sul fatto che non è altro che posta elettronica un po' più Web 2.0 di Thunderbird.
E' vero che permette di condividere allegati ingombranti senza troppi problemi, di visualizzare la preview di un file, di inserire nell'onda le mappe di Google... Ma si sopravviveva anche senza.

Twitter invece proprio non riesco a capirlo, forse sarà per il fatto che pochissima gente che conosco lo usa. Sta di fatto che per il momento lo classifico tra le SocialCose più inutili che ci siano.

Resta giusto Facebook, che nel suo essere assolutamente non indispensabile quanto meno ha la sua ragione d'essere.

Etichette: ,

31 agosto 2009

Abbonamenti

Stamattina prima di uscire di casa ho controllato il traffico su Octotelematics. Ne risultava che la porzione di Grande Parcheggio Anulare che avrei dovuto percorrere per raggiungere l'ufficio era completamente intasata.
Sono sceso dal tabaccaio e ho comprato l'abbonamento della metropolitana per il mese di settembre.

Etichette: , ,

06 aprile 2009

La terra in moto

Quando ti svegli alle tre e mezza di notte e senti le persiane fare un rumore d'inferno, la prima cosa che pensi è che fuori stia grandinando.
Poi, quando ti accorgi che il rumore non lo fanno solo le persiane, ma anche tutto quello che c'è dentro casa e che il letto sotto di te si sta muovendo, capisci quanto sei piccolo e indifeso rispetto alla forza della natura.

Etichette:

21 marzo 2009

Mind the step!

A volte la lettura dei risultati delle analisi può essere letale!

Etichette: ,

20 marzo 2009

L'Italia è uno dei posti più variopinti del mondo!

E a me questa cosa piace moltissimo!

Per approfondire c'è l'articolo di Limes dal quale è tratta la cartina.

19 marzo 2009

Vodafone e i certificati scaduti....


Qualcuno può avvisare Vodafone o, ancora meglio, prestargli un centinaio d'euro per rinnovare il certificato per le connessioni sicure?

Etichette: , ,

15 febbraio 2009

Il bigliettaio e gli anni ottanta


Quando ero bambino, ma molto bambino, gli autobus erano verdi ed il biglietto te lo faceva il bigliettaio. Tu, anzi mamma, gli dava i soldi e lui ti dava un pezzetto di carta colorato strappato dal blocchetto che teneva nel cassetto di fronte a sè.
Dopo un po' di tempo, quando ero sempre bambino ma un po' di meno, il biglietto lo facevi sempre sull'autobus, ma non c'era più il bigliettaio a farlo. Al suo posto una macchinetta nella quale mettevi i soldi contati e lei stampava al momento un biglietto bianco con su scritto il prezzo. Il bigliettaio era probabilmente andato in pensione o si accingeva a farlo ed il suo posto, rimasto vuoto, era tra i più ambiti: comodo con il suo sedile in similpelle imbottita ed il cassetto sul quale poggiare le braccia.
Poi è arrivata l'obliteratrice, erano gli anni ottanta. Viverli non è stato facile per nessuno, ma viverli durante l'adolescenza è stato quasi insostenibile. In quel clima di sconforto e di decadenza che solo ora sta dando i suoi terribili frutti, l'obliteratrice non ha aiutato. Una parola così, non poteva che essere figlia di quei tempi. I biglietti non si compravano più sull'autobus, che nel frattempo si erano tinti di arancione, ma li dovevi comprare in anticipo per poi obliterarli (argh!) sull'autobus. E se l'obliteratrice non funzionava, dovevi sperare nella clemenza del controllore, o farti l'abbonamento.
Poi gli anni ottanta sono finiti. Ho cominciato a lavorare, ho cambiato casa, ho smesso di prendere i mezzi pubblici... e ho dimenticato tutto questo.
Il tempo è passato, il secolo è finito e gli autobus, diventati di un colore indefinibile, si sono completamente ricoperti di pubblicità. Io sono andato ad abitare all'altro capolinea del 19, un posto dal nome floreale e misterioso che da bambino avevo sempre desiderato sapere dove fosse. E ho anche ricominciato ad utilizzare i mezzi pubblici, questa volta per scelta e non per necessità. E' così che ho scoperto che sul tram il biglietto lo puoi di nuovo fare a bordo, te lo stampa una macchinetta che si chiama Meb, che è più piccola e carina di quella che c'era quando ero bambino, ma nella quale devi sempre mettere i soldi contati.
Insomma, tutto è tornato quasi come prima, tranne il fatto che il biglietto, ormai tecnologicamente avanzato con tanto di banda magnetica, bisogna anche convalidarlo. E l'obliteratrice, anche lei è andata in pensione ed ha lasciato il posto al Bip-and-Go.

Etichette: , ,